
L'unico bene, la condizione fondamentale per una vita felice, è la fiducia in se stessi... nè può renderti felice la bellezza o la forza del corpo: nessuno di quei beni resiste al passare del tempo.
Seneca
buona giornata, ciao
you! come see me!
Buon week-end!
A volte ci si ritrova ad aiutare delle persone perché la nostra coscienza c’impone di farlo. Non sto parlando d’amici o parenti, ma di persone che non conosciamo, estranei, che appaiono nella nostra vita e si presentano con dei problemi.
Tu potresti tranquillamente ignorarle, ma non te la senti, capisci che potresti con poco aiutarle, pensi che un domani anche tu potresti trovarti nella stessa situazione e ti offri di aiutarle. Pensi di aver fatto una cosa giusta, di aver aiutato qualcuno, ma da li iniziano i problemi.
Il tuo gesto che è puramente altruistico è investito d’altri significati. La persona in questione sente il dovere di sdebitarsi con te, ma non nel senso che se tu avessi bisogno dello stesso favore potresti chiederlo ed essere ricambiata. No, evidentemente è troppo compromettente impegnarsi in questo modo, lo sdebitarsi e consiste nel valutare economicamente quello che hai fatto e offrirti soldi o in alternativa un regalo. Come se io avessi fatto questa cosa con un secondo fine, non per altruismo ma con la volontà di guadagnarci su.
La cosa mi lascia perplessa, se io faccio un favore a qualcuno è perché lo voglio fare, non perché voglio essere pagata, soprattutto quando si tratta di una persona con grossi problemi economici, di certo non sfrutto la sua situazione per guadagnare qualcosa. Anche perché se avessi bisogno di soldi mi troverei un secondo lavoro, non farei di certo questo genere di cose!
D’altra parte si trovano vari escamotage, tra cui regali, per compensarmi per l’aiuto offerto. Mi dico che basta, non aiuterò più queste persone, perché non mi piace che i miei gesti vengano “monetarizzati”, ma in realtà non mi rendo conto che questo è solo l’inizio…
Fatto il primo favore, che è stato ripagato con un regalo, la persona in questione si sente autorizzata a chiedermene un altro e poi un altro ed un altro ancora… Dall’andare una volta a fare la spesa per una persona anziana che non riesce ad andare da sola, mi sono trovata ad andare tutti i weekend (anche quando c’è a casa sua la figlia, potrebbe andarci benissimo lei, o no?) ed ora mi viene chiesto di andarle anche a prelevare i soldi della pensione…
Ieri mattina mi fanno un altro regalo, a compensazione del fatto che l’ho aiutata, per l’ennesima volta ripeto che non lo voglio, ma c’era un motivo… questa volta mi hanno chiesto di andare perfino a pagargli le bollette.
Mi sono comportata male e mi sono rifiutata. Mi sono comportata male perché mi rendo conto che potrei aiutare una persona in difficoltà e non lo faccio. Però mi sono comportata bene, perché ritengo che stiamo esagerando. Il fatto che mi facciano dei regali non li autorizza a pensare di poter contare su tutto su di me, soprattutto in considerazione del fatto che questa persona non è nessuno per me. E’ una cosa che mi da molto fastidio.
Perché un conto è fare un favore un altro è sentirsi responsabilizzati di qualcosa.
Mi rendo conto che dal loro punto di vista non si tratta di un favore, l’avrei dovuto capire subito, dalla prima volta che mi ha fatto un regalo, probabilmente dal loro punto di vista il regalo esaurisce il mio favore e questo li autorizza a chiedermi altro, non pensano che la cosa mi possa irritare perché dal loro punto di vista loro poi mi ricompenseranno. Ho ripetuto ieri che non voglio nessun futuro regalo, per il resto prenderò le distanze a costo di sembrare brutale. A volte la gente non capisce la differenza tra un aiuto fatto per solidarietà e il pretendere qualcosa in cambio di altro. Credono che assicurandomi che mi faranno un regalo io farò qualcosa, ma non sono una pezzente, non ho di certo bisogno dei loro regali, se faccio qualcosa lo faccio per solidarietà e in base alle mie possibilità di tempo. Se vado a fare la spesa per me non mi costa nulla prendere anche qualcos’altro per qualcun altro, altra cosa è andare in posta a fare la file per pagare il bollettino di un’altra persona!! Mi sembra che stiamo esagerando!!!
Oggi mi sono dichiarata disponibile ad andare con la figlia della signora in questione (40 anni per la cronaca, quindi non è stupida) a fargli vedere come funziona il bancomat per prelevare, fare estratti conti e pagare le bollette, nella speranza che questo ponga fine alle continue richieste.
Lo so che in teoria si può sempre dire di no, però quando ti trovi una persona anziana che ti chiede di andarle a prelevare i soldi perché non ha una lira per comprare da mangiare, la coscienza t’impedisce di dire di no. Vorrei agire all’origine, far capire a chi sta dietro, cioè alla figlia, che non deve contare su di me, in modo che lei provveda alla madre o quantomeno trovi qualcuno che lo faccia. Al posto di fare regali a me, può tranquillamente trovare una persona disoccupata che aiuti a sua madre in cambio di qualcosina, so che è difficile trovare qualcuno di fiducia, ma con l’aiuto degli assistenti sociali si può cercare qualcuno cui dare inizialmente compiti meno grossi (per esempio fare la spesa). E in ogni modo al bancomat a prelevare si può andare a qualsiasi ora del giorno!
Sinceramente, mi il suo mi sembra un modo per scaricare le responsabilità su di me, mi sembra che stiamo esagerando e se ne stiano approfittando. Il fatto che ho fatto una volta un favore non li autorizza a pensare di potermi chiedere di tutto (o meglio, possono chiedere, ma non dare per scontato che lo farò io lasciando questa povera signora senza nulla in casa) e soprattutto trovo offensivo la giustificazione “poi ti facciamo un regalo” perché non ho più 15 anni e non ho bisogno dei loro regali.
Mary